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SULL’IMMINENTE PUBBLICAZIONE DEGLI ESITI …

SULL’IMMINENTE PUBBLICAZIONE DEGLI ESITI …

Sull’imminente pubblicazione degli esiti del procedimento di prima attuazione del Sistema nazionale di valutazione dei dirigenti scolastici: Piena condivisione, con osservazioni a latere.

 

Se ne si esplora il sito ufficiale si ha l’inconfutabile prova che l’obbligata valutazione dell’unica dirigenza pubblica che finora ne era esente è stata la prima, fondamentale, ragione costitutiva di DIRIGENTISCUOLA. Perché senza valutazione non vi è dirigenza, ancorché se ne conservi il nudo nomen iuris. E senza valutazione mancano in radice i presupposti per richiedere – quale obiettivo minimo – la perequazione con i dirigenti non aggettivati, a cominciare dai dirigenti del medesimo datore di lavoro e collocati nell’area delle Funzioni centrali, le cui responsabilità e i carichi di lavoro sono incomparabili, a fronte di chi dirige semplici uffici interni contro chi invece è preposto, in posizione apicale, alla conduzione di pubbliche amministrazioni (art. 1, comma 2, D. Lgs. 165/2001), ne è rappresentante legale, ne assicura la gestione unitaria, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali, della direzione-coordinamento-valorizzazione delle risorse umane e, conclusivamente, del servizio secondo criteri di efficienza e di efficacia formativa (art. 25, comma 2, D. Lgs. 165/2001).

E vi leggerà che per il riscatto dei dirigenti scolastici dall’avvilente status di figli di un dio minore, abbiamo sempre e con forza contrastato l’Amministrazione e le sigle sindacali che sistematicamente e al di là di capziosi e sterili distinguo, l’hanno affiancata – quelle naturali di comparto e quelle maggiormente rappresentative dei presidi – nella estenuante riproposizione di iperconcettuosi dispositivi per valutare la – mai chiarita – specificità della dirigenza scolastica, se non per dilatarla, e intorbidarla, al punto tale da costruire una semplice equazione: specificità = non dirigenza!

Autentici caravanserragli, eternamente sperimentali, susseguitisi (e accavallatisi) per oltre tre lustri e regolarmente colati a picco, perché scientemente costruiti per farli fallire. E prendere tempo.

Proliferanti mostri documentali che, in luogo di valutare – come per tutta la dirigenza pubblica – le prestazioni tipicamente dirigenziali riguardo gli obiettivi raggiunti e i comportamenti organizzativi evidenziati, si proponevano il precipuo compito di “promuovere e affinare lo sviluppo professionale del dirigente scolastico”, come è scritto nell’ultima, e defunta, Direttiva ministeriale n. 36 del 18 agosto 2016, seguita dall’Accordo stipulato il 30/03/2018 dall’Amministrazione e da tutti i sindacati – proprio tutti, tranne DIRIGENTISCUOLA – di “disconnettere” la valutazione dalla retribuzione di risultato!

Finalmente istituito ex lege – e rispettoso della legge – il Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici, adottato con D.M. 47/2025, a breve si conosceranno gli esiti della prima tornata della loro valutazione, relativa all’anno scolastico 2024/2025. E gli stessi potranno visionare il punteggio attribuito, dal quale discende la retribuzione di risultato.

Come la Sigla sindacale che per prima ne ha dato notizia, anche noi siamo consapevoli, e concordi, che l’estensione ai dirigenti scolastici del dispositivo ordinario applicato a tutta la dirigenza normale può aver generato aspettative, interrogativi e in alcuni casi preoccupazioni. E pertanto anche noi supporteremo – secondo le previste procedure – i colleghi qualora ritengano che il punteggio assegnato non rispecchi la qualità, la complessità e l’efficacia della propria azione professionale: evenienza che può supporsi tutt’altro che improbabile, poiché ogni nuovo meccanismo – nuovo per la categoria – avrà rivelato dei difetti comuni a tutte le fasi di prima applicazione.

Ma la prospettazione e il sostegno di mirati e realistici aggiustamenti non potranno tradursi, surrettiziamente o all’opposto apertamente, nei tentativi di depotenziare l’apprestato e – per definizione – sempre migliorabile meccanismo; reiterati da chi la valutazione della dirigenza scolastica proprio non la vuole in quanto comporterà la non più eludibile valutazione del dipendente personale, vale a dire del personale docente e personale ATA, da parte del dirigente loro datore di lavoro: come impone la legge e come puntualmente richiamato nelle direttive della Funzione pubblica.

Resta il nodo delle risorse finanziarie per una seria retribuzione di risultato, poiché quelle disponibili sono le stesse con cui, fino a ieri l’altro, la quantificazione di questa voce – sostanzialmente, una regalia – la si è parametrata, in automatico, sulle tre fasce di complessità in cui sono ordinate le istituzioni scolastiche dirette.

Giusto perché se ne abbia una prima e sommaria cognizione, con l’ultimo CCNI la retribuzione media di risultato dei dirigenti scolastici si attesta – e si attesterà ancora –  attorno ai 6.000 euro annui lordo dipendente. Mentre quella dei dirigenti amministrativi e tecnici del MIM – figurante nel sito ufficiale – veleggia sui 24.000, con punte che sfiorano i cinquantamila: una voragine! Per colmare la quale occorrono risorse aggiuntive dedicate.

Il presidente dell’ARAN Naddeo, in un’intervista rilasciata a Money.it il 21 gennaio, ha rimarcato che, sia per la tornata contrattuale 2022/2024 (per noi ancora languente) che per la successiva 2025/2027, sarebbe irrealistico pretendere, con le risorse già stanziate, di poter colmare il divario – strutturale – tra l’inflazione programmata e quella reale; e che Il vero recupero richiederà più cicli contrattuali consecutivi e tempestivi. Ma è anche vero che, intanto, il fondo delle complessive risorse finanziarie per il rinnovo dei contratti nazionali del triennio 2022/2024 lo si è “nettizzato” nella misura occorrente per corrispondere agli specifici incrementi retributivi del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco nonché per una quota che, a decorrere dall’anno 2025, la si è destinata alle Forze armate, alla Polizia di Stato, all’Arma dei carabinieri, al Corpo della guardia di finanza, al Corpo della polizia penitenziaria.

Il che, per chi voglia realmente passare dalle parole ai fatti e spendersi per una costante azione congiunta, fornisce da subito un appiglio oggettivo per chiedere al ministro Valditara che nel preannunciato propedeutico Atto d’indirizzo figuri una sia pure dichiarazione di principio (o un impegno a futura memoria), poi traslata nel testo del CCNL come dichiarazione congiunta. Che riconosca, in termini espliciti e per il successivo triennio contrattuale 2025/2027, la necessità di risorse dedicate per il completamento della perequazione retributiva. E da lì si partirà anche e soprattutto per realizzare – nella consapevolezza che i tempi non saranno brevi – la perequazione della retribuzione di risultato con le dirigenze di analoga seconda fascia o dirigenze non generali che dir si voglia. Specialmente dopo esser venuto meno l’alibi dell’unica dirigenza pubblica – quella scolastica – non valutata.

 

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