Fratta, DirigentiScuola (Codirp): “Una battaglia di giustizia contro un’iniquità che si protrae da troppo tempo, incredibilmente tollerata dai dipendenti. Serve una soluzione strutturale.” La questione torna al centro dell’agenda politica.
Roma, 9 aprile 2026 – Si riaccende il dibattito sul pagamento del Trattamento di fine servizio (TFS) per i dipendenti pubblici, con una richiesta chiara e condivisa promossa dalle Confederazioni sindacali: l’erogazione immediata delle somme maturate. Una battaglia di equità per una causa sacrosanta, oltre che in linea con i principi costituzionali, che DirigentiScuola, insieme a Codirp, sostiene da tempo.
Nel corso di una conferenza stampa organizzata ieri alla Camera, le principali Confederazioni sindacali, insieme a parte del mondo politico che sta dimostrando una sensibilità sempre maggiore al problema, hanno sollecitato un intervento urgente da parte del Governo. Al centro della discussione la necessità di superare i ritardi nei pagamenti e di eliminare le disparità tra lavoratori del settore pubblico e privato: il TFS rappresenta infatti un diritto già maturato dai lavoratori e non può continuare a essere oggetto di rinvii, con i dipendenti costretti ad attendere per anni quanto dovuto. Se ciò non bastasse, le recenti pronunce della Corte Costituzionale rafforzano questa posizione, sottolineando l’urgenza di una soluzione strutturale.
I rappresentanti sindacali non hanno mancato di sottolineare anche le conseguenze economiche dei ritardi, aggravate dall’inflazione, che riduce significativamente il valore reale delle somme spettanti.
Le organizzazioni, tra cui in prima linea la Codirp, di cui DirigentiScuola fa parte, chiedono quindi: il pagamento immediato del TFS alla cessazione del rapporto di lavoro; il ripristino di diritti sacrosanti, sanciti anche dalla Corte Costituzionale; l’apertura di un confronto concreto tra Governo e parti sociali.
“Non è più accettabile attendere anni per ricevere somme già maturate. Il differimento del trattamento di fine servizio, una palese iniquità e una vera vergogna incredibilmente tollerata dai dipendenti, non solo continua a penalizzare i lavoratori pubblici, ma rappresenta anche una perdita per l’economia del Paese, in quanto queste risorse non vengono immesse nel ciclo economico. Tutto ciò in un momento in cui il potere d’acquisto è sempre più ridotto: la situazione non è più tollerabile”, commenta senza mezzi termini Attilio Fratta, presidente nazionale DirigentiScuola.