Rinviato a giudizio il D.G. dell’U.S.R. Lazio Gildo De Angelis, in quiescenza dall’1/08/2019,  per i reati di cui  agli artt. 610 c.p. (violenza)  e 61, c. 9 (aggravante per abuso del proprio ufficio).  Rischia fino a quattro anni di reclusione.

Il De Angelis voleva a tutti i costi che la D.S. Graziano Maria Rosaria liberasse la sede dell’ I.C.  “M.E. Scauro” di Minturno (LT). Per raggiungere lo scopo aveva  disposto ben due ispezioni nella speranza che, i dirigenti tecnici incaricati, trovassero elementi per motivare il trasferimento. Ritenendo illegittimo l’operato del De Angelis, la Graziano chiese spiegazioni al mandante. Il De Angelis “con ferocia verbale” e “apprezzamenti molto gravi sulla DS” le intimava di chiedere trasferimento come si legge nel capo di imputazione: “lei deve lasciare la scuola di Scauri. Deve andare via altrimenti provvedo io. Lei è la vergogna di tutti i dirigenti. Deve andare via deve rinunciare al contenzioso altrimenti me la vedo io so io come e cosa devo fare; forse non ci siamo capiti o presenta domanda di mobilità volontaria oppure so io come e cosa fare”.

Essendosi la Graziano rifiutata di chiedere la mobilità, il De Angelis, con provvedimento notificato il 31/08/2017, ad un giorno dall’inizio dell’anno scolastico, dispose il trasferimento d’ufficio della Graziano senza mai pubblicare il provvedimento. Il punitivo trasferimento fu successivamente annullato, per evidente illegittimità, dal Giudice adito con sentenza immediatamente esecutiva del 3/04/2019. Ciononostante il De Angelis non ha mai eseguito la sentenza. Ancora oggi la Graziano non è stata integrata nella sede di titolarità, nonostante diffida al De Angelis anche da parte del Capo dipartimento, Dr.ssa Carmela Palumbo.

Non contento il De Angelis ha, per oltre due anni, abusando del suo potere, adottato  provvedimenti persecutori nei confronti della Graziano, disponendo anche una serie di ispezioni con il chiaro intento di distruggere, anche psicologicamente, chi aveva osato  sottrarsi ai suoi desiderata!

Tutti i provvedimenti sono stati impugnati, dichiarati illegittimi e annullati dai Giudici aditi.

Non si tratta di un caso isolato – precisa il Presidente Fratta.  Il delirio di onnipotenza del Dr. De Angelis rasenta la patologia e, il suo comportamento, ha tutti i connotati dell’agire mafioso. Nello scorso anno scolastico ha perseguitato anche  una neo DS che ha avuto il coraggio di inviargli una relazione su una serie di irregolarità riscontrate nell’ istituto affidatole. Invece della medaglia al valor civile per aver rimosso illegittimità e irregolarità consolidate, De Angelis si è accanita contro chi ha avuto il coraggio di denunciarle. Il disegno criminoso, anche nei confronti della neo dirigente, è iniziato nell’anno scolastico 2017/2018 allorquando la stessa si rifiutò di ubbidire ad un’altra ricattatoria richiesta del De Angelis. Oltre a una serie di ispezioni, di cui una ancora in atto, il De Angelis si è servito, per raggiungere i suoi scopi, anche della mentore assegnata alla neo dirigente. Per un intero anno  ha subito violenze di ogni genere da più persone prestatesi al disegno criminoso del De Angelis. Anche di questo dovrà rispondere lui e chi gli ha retto il gioco.  

Ho tentato,  in tutti i modi di far desistere il De Angelis dai suoi disegni criminosi, ma non c’è stato verso! Come associazione, che tutela gli interessi dei propri soci, mi costituirò parte civile nel celebrando processo chiedendo di essere anche sentito come come P.I.F.  Voglio solo augurarmi che il MIUR, puntualmente informato di tutto, disponga un’ispezione nei confronti di tutti i responsabili di questi disegni criminosi che non fanno certamente onore alla pubblica amministrazione, adottando i conseguenti provvedimenti disciplinari. Soggetti che agiscono in questo modo vanno licenziati  senza preavviso.  Abbiamo rischiato altri casi Pecchini e i responsabili non possono rimanere impuniti. Il peggio è stato evitato solo grazie al sostegno anche morale  dello staff  di DIRIGENTISCUOLA che è stato vicino alle vittime di tanta incredibile disumana  violenza”.