Si è da poco concluso l’incontro con la Direzione generale degli ordinamenti scolastici sul tema della riforma dell’ordinamento degli Istituti Tecnici, riprogrammato dopo il rinvio del 17 u.s.
Ha aperto i lavori il Direttore Generale Ettore Acerra, che, dopo essersi scusato per il breve preavviso, ha comunicato che i quadri orari comprensivi delle classi di concorso sono stati trasmessi al CSPI per il prescritto parere, non ancora pervenuto. Ha inoltre sottolineato che, data la necessità di definire gli organici per l’anno scolastico 2026-2027, è già stato calendarizzato un incontro con i direttori generali degli USR. Ha quindi invitato le organizzazioni sindacali presenti a formulare osservazioni utili a migliorare l’applicazione della riforma, che è stata definita non più rinviabile.
Nel corso dell’incontro, sia il dott. Acerra sia la dott.ssa Palumbo hanno precisato che il D.M. 29/2026 costituisce una diretta attuazione di quanto previsto dal DL 45/2025. Hanno inoltre evidenziato che la scelta di non ricorrere a un DPR, come avvenuto per le riforme precedenti, consente una maggiore flessibilità e rapidità di intervento, pur nel rispetto dell’impianto generale definito dalla legge.
Sono stati quindi presentati i quadri delle discipline con le relative classi di concorso, dai quali emerge che per alcune materie si registreranno inevitabilmente riduzioni di ore e conseguenti contrazioni di organico. Tale consapevolezza ha probabilmente indotto il Capo Dipartimento, dott.ssa Palumbo, a inviare alle scuole la nota del 19 marzo con cui si invita a utilizzare le ore di autonomia per salvaguardare, per quanto possibile, i docenti di geografia negli Istituti Tecnici economici e quelli delle discipline scientifiche negli indirizzi tecnologico-ambientali.
Nel corso del confronto è emersa anche l’urgenza di disporre quanto prima delle Linee guida e di indicazioni chiare sull’impatto della riforma sul modello “4+2” già avviato negli Istituti Tecnici.
In conclusione, la dott.ssa Palumbo ha ricordato che il MIM ha a lungo dialogato con la Commissione Europea per valorizzare il processo di riforma, ottenendo già un rinvio di un anno rispetto a una riforma avviata nel 2022. Tuttavia, ulteriori proroghe non sono più possibili, in quanto l’attuazione della riforma rappresenta un obiettivo europeo vincolante, legato al contrasto della dispersione scolastica.
Tra i punti di forza della riforma sono stati evidenziati l’aumento della quota di autonomia e la valorizzazione delle discipline di indirizzo fin dal biennio, con l’obiettivo di qualificare maggiormente i diplomati degli Istituti Tecnici.
Dirigentiscuola, nell’intervento al tavolo di Maria Catena Trovato, ha evidenziato che la soluzione proposta, pur condivisibile sul piano della tutela occupazionale, presenta alcune criticità. Se infatti le scienze sperimentali devono essere considerate, nello spirito della riforma, come un’unica disciplina, l’attribuzione dell’insegnamento a più docenti solleva problemi sia in termini di valutazione sia di coordinamento didattico. Diventa pertanto necessario garantire momenti strutturati di programmazione condivisa e di definizione delle unità di apprendimento.
A tal fine, è stata avanzata la proposta di lasciare alle scuole il “tesoretto” di ore derivante dalla riduzione dell’organico, così da istituzionalizzare tempi di programmazione tra i docenti, a beneficio della qualità dell’insegnamento e degli apprendimenti, sottolineando come il tentativo di compensare le perdite di organico attraverso l’utilizzo delle ore di autonomia rischi di indebolire uno dei principi cardine della riforma stessa.
Restano ancora aperte numerose questioni, per le quali attendiamo soluzioni concrete alla luce delle rassicurazioni fornite nel corso dell’incontro dall’amministrazione. Non dovrebbero mancare le misure di accompagnamento, ma permane il nodo della riduzione delle risorse umane, che rischia di non essere adeguatamente contenuta.
In assenza di adeguate risorse finanziarie a sostegno della riforma, è fondamentale almeno salvaguardare il valore della risorsa umana, soprattutto nella delicata fase di avvio.

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