La sigla “dei presidi”, in un comunicato su tutt’altro, ne approfitta per dare i (presunti) numeri dei pensionamenti in Regione. Peccato che fosse un “pesce d’aprile” alimentato da qualche talpa disinformata: i dati ufficiali, diramati oggi dall’USR, sono ben diversi… restano le solite illusioni su cui la suddetta sigla ha costruito le sue “fortune”.
Milano, 3 aprile 2025 – Strano mondo, quello dei sindacati della dirigenza scolastica: un mondo in cui può capitare che una sigla, in un comunicato relativo a una riunione informativa su un tema ben preciso, finisca per parlare (strumentalmente) di tutt’altro.
E’ successo il 1 aprile, quando l’USR Lombardia, con grande trasparenza, ha convocato online una riunione informativa relativa al sistema di valutazione dei dirigenti scolastici entrato a regime con il decreto 47/25.
Un meet di un’oretta abbondante, durante il quale si è parlato solo e soltanto del sistema, con qualche primo dato relativo ai risultati dell’anno scolastico 24/25, e poi tutti a casa con i graditi auguri di Buona Pasqua del DG Volta. Ovviamente c’eravamo anche noi e, come di consueto, abbiamo diramato il nostro comunicato con i dati riportati dall’Amministrazione: nessuno, e ripetiamo nessuno, ha parlato di pensionamenti in Regione o tematiche simili.
Peccato che in serata una ben nota sigla di “Presidi” (rectius: Professionalità) abbia voluto aggiungere il fulmen in clausula all’omologo report, cogliendo l’occasione (così si legge) per comunicare i numeri dei pensionamenti, quantificati a loro dire in 51 più 5 richieste di trattenimento (l’utilizzo dell’indicativo “saranno” non lascia spazio a margine di dubbio), per 2 dei quali non sussisterebbero i requisiti (si va anche nel dettaglio…). “Quindi – si legge nel report – si libereranno 53/56 posti nella nostra Regione”.
Matematica a parte (se per 2 richieste si sa già che non sussistono i requisiti, non si vede perché mantenere il numero 56, se non per creare inutili illusioni), si tratta di dati da “sfera di cristallo”, evidentemente forniti da qualche “talpa” non bene informata, visto che il Direttore Generale, prontamente contattato dal Presidente DirigentiScuola Fratta, ha categoricamente smentito tali numeri e, correttamente, ha provveduto stamane, tramite l’Ufficio II diretto da L. A. Perotti, a comunicare a tutte le OO.SS. di Area i primi dati reali con la mail il cui tenore letterale riportiamo qui sotto:
Gentilissimi,
si forniscono alle Organizzazioni sindacali in indirizzo i primi dati, ancora provvisori e in continuo aggiornamento, riferiti alle cessazioni dei dirigenti scolastici che decorreranno dal 1 settembre 2026:
– 39 domande di pensione (di cui 20 già valutate positivamente dai competenti uffici Inps)
– 8 pensionamenti d’ufficio
– 4 richieste di trattenimento in servizio in corso di valutazione.
I pensionamenti presunti sono quindi, ad oggi, 28 (20 domande con diritto già accertato + 8 pensionamenti d’ufficio) a cui si aggiungeranno le domande, una volta accertato il diritto, tra le restanti 19.
Alle richieste di pensionamento si devono infine sommare i decessi purtroppo intervenuti nel corso del corrente anno scolastico (ad oggi 2) e altri eventuali motivi di risoluzione del rapporto di lavoro.
Si ricorda che, in ogni caso, i posti vacanti in Lombardia non sono ancora determinabili e dipenderanno dal saldo della mobilità interregionale, in entrata e in uscita, in Lombardia.
Come chiunque può constatare, si tratta di numeri decisamente differenti rispetto a quelli diffusi dalla sigla di cui sopra. Ma la questione è prima di tutto di principio: se pure fossero simili (e non lo sono affatto, in un sistema in cui anche la singola domanda può fare la differenza), ciò che non va giù è il metodo. Perché approfittare di una riunione in cui si parla di tutt’altro per millantare informazioni atte solo a racimolare consensi e deleghe a buon mercato, peraltro da una platea completamente diversa rispetto a quella a cui era rivolto l’incontro (qui si parla di aspiranti DS, mentre la valutazione riguarda dirigenti già nel ruolo)? Chi e perché ha fornito i dati e autorizzato alla loro diffusione?
La risposta è sotto gli occhi di tutti: sappiamo bene come la questione del reclutamento dei dirigenti scolastici sia da tempo un tema “caldo”, su cui si giocano numerose aspettative di futuri colleghi e non pochi interessi sindacali, e che diramare numeri illusori faccia parte della ben nota strategia degli specchietti per le allodole che abbiamo visto in atto in innumerevoli altre circostanze. Le deleghe, lo ripetiamo, interessano a tutti, soprattutto perché più siamo, più forza abbiamo per far valere gli interessi della categoria: ma come DirigentiScuola restiamo convinti che la competizione non debba mai travalicare i limiti della correttezza, e che le persone non vadano prese in giro.
“Episodi come quello lombardo – riflette il Presidente Nazionale DirigentiScuola Attilio Fratta – sono il classico esempio di quello che ritengo un modo poco corretto di fare sindacato: creare oggi illusioni e false aspettative forse può permettere di acquisire un vantaggio immediato, ma nel lungo periodo pagano la serietà, la sincerità e la correttezza”.



