Dirigenti scolastici – Presidenza delle commissioni negli esami di Stato

Dirigenti scolastici – Presidenza delle commissioni negli esami di Stato

Alla sig.ra Ministra Valeria Fedeli

 

OGGETTO: Dirigenti scolastici – Presidenza delle commissioni negli esami di Stato.

Con l’entrata in vigore del D. Lgs. 62/2017, attuativo di una delle deleghe contenute nella legge 107/15, diversi colleghi operanti nel primo ciclo d’istruzione vi ravvisano, e temono, il rischio di essere esclusi dalla nomina a presidente di commissione negli esami di Stato di scuola secondaria superiore, perché obbligati a svolgere questa funzione nella propria istituzione scolastica, salvo che non vi subentri – nelle scuole in reggenza – uno dei docenti collaboratori ex art. 25 del D. Lgs. 165/01.

Lo scrivente ritiene, per il vero, che il loro timore sia privo di fondamento giuridico già in riferimento alla lettera delle introdotte nuove disposizioni: che difatti mantengono fermi i generali – e generici –assenza o impedimento, seguiti dalla specifica reggenza di altra istituzione scolastica.

D’altronde la ratio che sorregge, in parte qua, il nuovo decreto in parola è di accentuare una caratterizzazione più domestica negli esami di Stato conclusivi del primo ciclo d’istruzione – che peraltro oggi dovrebbero trovare una più idonea collocazione al termine dell’istruzione obbligatoria a 16 anni – affidando la presidenza della Commissione al dirigente della stessa istituzione scolastica – così composta tutta da membri interni – e non più a quello di una scuola viciniore.

Tuttavia, si può ben comprendere il timore dei colleghi delle istituzioni scolastiche del primo ciclo; che, in possesso dei requisiti figuranti nella legge 1/07, legittimamente aspirano alla presidenza nelle commissioni degli esami di Stato in quello successivo, ma che sarebbe preclusa qualora l’Amministrazione – nell’imminente ordinanza disciplinante annualmente la materia – dovesse propendere per un’interpretazione ultronea, e dunque scorretta, del menzionato decreto.

Chiede pertanto alla S.V. di rendere sollecita e chiara la posizione dell’Amministrazione e se non ritenga che possa sanarsi, in via interpretativa, parte della legge 1/07 siccome emanata quando sussistevano i settori formativi e perciò qui da intendersi implicitamente abrogata, per ius superveniens, con la successiva istituzione del ruolo unico della dirigenza scolastica.

Cesserebbe così l’assurdità che impedisce a un dirigente scolastico che non sia abilitato in un insegnamento nel secondo ciclo di presiedere un’afferente commissione d’esame e, per contro, preferendogli un docente: anche se si tratti di un dirigente che ha già svolto la funzione quand’era preposto ad una scuola secondaria di secondo grado, prima di rientrare e/o passare nel primo ciclo d’istruzione!

Nella convinzione che la S.V. voglia evitare un’ulteriore umiliazione della dirigenza scolastica, si è comunque disponibili ad un apposito incontro.

Distintamente,
Attilio Fratta,
Segretario Generale DIRIGENTISCUOLA.Di.S.Conf.

Articoli correlati

Condividi
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Articoli correlati
Non sono stati trovati articoli correlati
News recenti

Riconoscimento utente

Esegui il login per scaricare il materiale riservato