Gli studenti: “Siamo qui per difendere preside e docenti ingiustamente sanzionate”. Genitori sulla stessa linea: solidarietà alla dirigenza scolastica oggetto di una campagna mediatica distorta, ingiusta e lesiva. L’unica che non ha capito? La direttrice USR Sabatini, caduta subito nel tranello dell’emotività. Fratta: “Capita questo quando si è inadeguati a ricoprire posizioni importanti e delicate. Un’ inadeguatezza che proveremo con i documenti”.
Roma, 3 febbraio 2026 – Si è tenuta ieri, a Fondi (Latina) la manifestazione organizzata da studenti e famiglie dell’IIS Pacinotti in difesa della dirigente scolastica Gina Antonetti e delle due insegnanti ingiustamente colpite da provvedimenti disciplinari, già calendarizzata alcuni giorni fa e poi rinviata causa allerta meteo.
L’evento, molto partecipato (era presente anche il primo cittadino di Fondi Beniamino Maschietto), si è svolto in quasi totale silenzio, salvo gli interventi di alcuni alunni a sostegno dell’immagine di una scuola finita sui media in modo superficiale e calunniatorio. Perfetta la sintesi degli studenti: “La verità va cercata senza accuse ingiuste”, campeggiava in uno striscione.
“Oggi siamo qui con il cuore pesante, scossi da quello che è successo e profondamente colpiti da una tragedia che ha segnato tutti noi” hanno detto gli studenti. “Nessuna parola potrà mai essere sufficiente per colmare un vuoto così grande, e il nostro pensiero va prima di tutto alla vittima e alla sua famiglia. Ma siamo qui anche per difendere la nostra scuola. Siamo qui per difendere la nostra preside e le due docenti della sede di Santi Cosma e Damiano, tutte e tre raggiunte da un ingiusto provvedimento di sospensione. Noi studenti del Pacinotti vogliamo dire con chiarezza che siamo in disaccordo con le sanzioni che sono state prese nei confronti della preside. Per noi non è mai stata una figura distante o assente. Al contrario: è sempre stata disponibile, attenta, pronta ad aiutarci, pronta ad ascoltarci, pronta a mettersi dalla parte degli studenti. È anche grazie a lei se il Pacinotti è tornato in alto, se questa scuola ha ritrovato dignità, valore, e soprattutto un senso di comunità.”
Questa la dichiarazione delle famiglie: “Noi genitori degli alunni dell’Istituto Pacinotti sentiamo il dovere di esprimere pubblicamente il nostro sostegno alle ragazze e ai ragazzi che hanno deciso di manifestare la solidarietà alla dirigenza scolastica, oggetto in questi giorni di una campagna mediatica che riteniamo ingiusta, distorta e profondamente lesiva delle professionalità che operano in questo contesto scolastico”. Famiglie che, si sa, non sono mai particolarmente “morbide” con la scuola.
E’ la prima volta che una comunità scolastica scende in piazza a difesa di dirigente e docenti con tanta compattezza e decisione. Un caso unico che fa ben sperare nel recupero di dignità della scuola e dei suoi lavoratori. E così anche il vento dell’opinione pubblica, nonostante le illazioni e le vere e proprie calunnie che, sempre più debolmente e sempre meno ascoltate, continuano a piovere contro scuola e personale scolastico, sta cambiando: sarà la magistratura a indagare sulla verità, che naturalmente attendiamo anche noi affinché si faccia piena luce sul dramma di una vita spezzata a soli 14 anni.
Quella magistratura che – se non altro per equilibrio e saggezza – avrebbe dovuto attendere anche la DG dell’USR Lazio Anna Paola Sabatini, che invece ha preferito carezzare la pancia dell’opinione pubblica spiccando subito provvedimenti sommari e di fatto nulli in radice con lo scopo di dare il contentino alla piazza. Una mossa che sa di inesperienza e di scarsa abitudine a gestire situazioni delicate, come già dimostrato più volte: ricordiamo solo il “glorioso” esordio laziale di Sabatini con il “caso” Riccardo Agresti, anche in quell’occasione subito sospeso e poi sostenuto da genitori e colleghi.
Il presidente nazionale DirigentiScuola Attilio Fratta: “La manifestazione di Fondi ha messo in luce come le evidenti contraddizioni di questa vicenda non siano state colte soltanto dai tecnici e dagli addetti ai lavori, ma anche dall’intera comunità scolastica, a partire dalle famiglie, che raramente si espongono in modo così compatto a difesa della scuola. Studenti e genitori hanno scelto il silenzio e la dignità per affermare una verità semplice: non si può giudicare e sanzionare senza un serio accertamento dei fatti. In un momento segnato da un dolore profondo, la richiesta che arriva dalla piazza è quella di equilibrio, prudenza e rispetto dei ruoli. Alla luce di questa mobilitazione ampia e consapevole, qualche riconsiderazione da parte dell’amministrazione, oggi, appare non solo opportuna ma doverosa.”



