Si è appena conclusa, presso il MIM, la riunione informativa sul Decreto Ministeriale di attuazione degli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, che disciplina la revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti tecnici e definisce indirizzi, articolazioni, quadri orari e risultati di apprendimento dei relativi percorsi di studio. La riforma troverà applicazione a partire dalle classi prime dell’anno scolastico 2026/2027.
Per il Ministero dell’Istruzione e del Merito era presente il Direttore Generale, Ettore Acerra. Per Dirigentiscuola hanno partecipato Pasquale Annese, Maria Catena Trovato, Donatella Bigotti e Angela Diodati.
Nel corso dell’incontro il DG Acerra ha ripercorso l’iter della riforma ed ha illustrato come la DGVET ha organizzato i diversi gruppi di lavoro (uno per ciascuno degli undici indirizzi) coinvolgendo anche le reti nazionali. Ha altresì annunciato i due provvedimenti che a breve dovranno essere emanati ovvero le Linee Guida e le correlazioni tra discipline e classi di concorso.
Per quanto concerne le classi di concorso, in linea generale restano confermate quelle già previste nei quadri orari attualmente in vigore; è stato tuttavia annunciato un successivo incontro dedicato specificamente a questo tema, cui seguirà una revisione delle Linee guida.
Tra gli elementi di maggiore innovazione emerge la nuova configurazione dell’area di indirizzo flessibile, articolata in ambiti che comprendono le scienze sperimentali, le tecnologie di base, gli elementi caratterizzanti l’indirizzo e la quota del curricolo a disposizione della scuola, a cui si potrà aggiungere la quota di autonomia prevista dal DPR 275/99.
Nel primo biennio è prevista una dotazione oraria destinata agli elementi di base dell’indirizzo, mentre nel triennio si accentua la specificità dei percorsi con un ampliamento funzionale alla curvatura del profilo in uscita. È previsto inoltre un incremento delle ore di compresenza distribuito in modo equilibrato lungo l’intero quinquennio. L’impianto dei quadri orari è strutturato in modo da rafforzare la responsabilità progettuale delle istituzioni scolastiche. La riforma si caratterizza anche per una marcata impostazione della didattica per competenze e per una forte valorizzazione dei percorsi di internazionalizzazione, anche attraverso l’utilizzo della metodologia CLIL, che allo stato attuale non sembra di facile attuazione.
Per i CPIA il decreto prevede una fase sperimentale e graduale rispetto alla possibilità di attivare percorsi di istruzione tecnica, con l’obiettivo di individuare progressivamente, nei diversi territori, le realtà in grado di sostenere la riforma in coerenza con le risorse disponibili.
DIRIGENTISCUOLA ha seguito lo sviluppo della riforma del PNRR sin dalle sue prime fasi, riconoscendone la portata valoriale. È stato accolto in precedenza con favore il rinvio dell’attuazione all’anno scolastico 2026/2027 rispetto alla precedente scadenza del 2024 fissata in sede europea, nella convinzione che un anno aggiuntivo avrebbe potuto garantire benefici concreti al sistema scolastico, soprattutto in termini di corretta informazione alle famiglie, di ponderata organizzazione dei curricoli da parte delle scuole autonome e soprattutto di interventi di formazione dei docenti. La formazione è indispensabile ma in atto non sono disponibili risorse per la formazione
Nell’intervento della dirigente Maria Catena Trovato sono tuttavia emerse significative criticità legate alla tempistica. “L’emanazione del decreto a ridosso delle scadenze per le iscrizioni comporta la necessità di riaprire e aggiornare il PTOF, rivedere l’offerta formativa e intervenire sull’organizzazione didattica in tempi estremamente ristretti. Il cambiamento metodologico richiesto, centrato sulla didattica per competenze, non può essere improvvisato e avrebbe richiesto una preventiva e strutturata formazione del personale docente. Analoga preoccupazione riguarda la gestione degli organici, soprattutto in relazione alla contrazione oraria di alcune discipline e alla ridefinizione del ruolo degli ITP, anche rispetto alla possibilità di svolgere attività in azienda, che pone questioni organizzative ed economiche tutt’altro che secondarie. È stata inoltre ribadita la necessità di una formazione incentivata e obbligatoria, sostenuta da adeguate risorse finanziarie, oggi non disponibili anche alla luce dell’esaurimento dei fondi PNRR destinati alla formazione. Analoghe considerazioni valgono per i percorsi CLIL e per l’internazionalizzazione, obiettivi condivisibili ma difficilmente realizzabili in assenza di un adeguato sostegno finanziario alle istituzioni scolastiche. Criticità reali che rischiano di prefigurare l’ennesima riforma “ gattopardiana” a fronte di un obiettivo che nelle intenzioni vuole rendere efficace l’offerta formativa dei tecnici, rendendoli sempre più attrattivi , anche nella considerazione che negli ultimi anni hanno sofferto una significativa perdita di iscrizioni a favore dei licei. Resta tuttavia la convinzione che un ulteriore anno di riflessione e preparazione avrebbe consentito un’attuazione più meditata, solida ed efficace”
A conclusione dell’incontro il direttore Acerra ha ripreso alcuni dei temi emersi come criticità. Ha specificato che non sarà possibile ottenere deroghe all’avvio in quanto trattasi di riforma collegata alle scadenze del PNRR. Rispetto al CLIL sul testo definitivo con molta probabilità si eviterà di mettere vincoli rispetto al monte ore di insegnamento con metodologia CLIL proprio in considerazione delle difficoltà. In sintesi è stata ribadita la necessità di un intervento riformatore; il prossimo anno di avvio riguarderà le prime classi. Sarà possibile apportare piccole modifiche anche in considerazione del fatto che lo strumento normativo utilizzato è il DM e non il DPR.