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ADESSO SI VOGLIONO IMBAVAGLIARE RAGAZZI E FAMIGLIE

ADESSO SI VOGLIONO IMBAVAGLIARE RAGAZZI E FAMIGLIE

Inaccettabile quanto sta avvenendo a Latina: pur di difendere la macchina del fango contro scuola, dirigente e docenti, si cerca di sabotare la manifestazione organizzata dagli alunni e dalle famiglie del “Pacinotti” a difesa di preside e professoresse. DirigentiScuola sostiene senza se né ma la libertà di espressione delle componenti della comunità scolastica. Fratta: “Così si attenta alla democrazia”. Si valuta querela per espressioni false e denigratorie.

 

Roma, 27 gennaio 2026 – DirigentiScuola, in quanto associazione rappresentativa della dirigenza scolastica, apprende con viva preoccupazione quanto dichiarato sulle piattaforme di condivisione sociale da soggetti che, a titolo puramente personale, dietro l’apparente intenzione di difendere l’istituzione cercano di mettere un bavaglio agli alunni e alle famiglie dell’IIS Pacinotti, che per domani hanno organizzato, del tutto autonomamente, una manifestazione a sostegno della dirigente scolastica Gina Antonetti e dei professori sanzionati.

 

Il soggetto, evidentemente imbeccato da qualche sedicente legale o simili,  si rivolge al Ministro Valditara parlando (a sproposito) di sospensione delle attività didattiche – che non ci sarà – di “credibilità della scuola pubblica”, e di “autorevolezza dell’istituzione scolastica” dopo aver contribuito (ed è un eufemismo) a distruggerne l’immagine con accuse delatorie e palesemente infondate.

 

Ogni altro commento è superfluo, se non la precisazione che segue: l’espressione “utilizzo della posizione dirigenziale per organizzare una manifestazione a tutela dell’interesse personale”, divulgata su una nota piattaforma di condivisione sociale con milioni di utenti in tutta Italia, è di rilievo penale e della medesima – con conseguente querela dell’autore – sarà tempestivamente notiziata l’autorità giudiziaria in quanto patentemente falsa, illativa, denigratoria e diffamatoria. La manifestazione è infatti frutto di iniziativa autonoma di alunni e famiglie dell’IIS Pacinotti, senza alcun intervento esterno.

 

Alla medesima stregua la scrivente Associazione fatica a comprendere l’irrituale e scomposto intervento della “Garante per l’infanzia e l’adolescenza per il Lazio”,  che inopinatamente si interessa di una manifestazione organizzata da studenti e famiglie di un istituto superiore, che sui media locali paventa anch’essa, con argomentazioni sgangherate e pericolanti, una del tutto indimostrata “strumentalizzazione dei ragazzi”.

 

Cosa non si fa per un quarto d’ora di gloria e non solo!!

 

Nel ribadire l’assoluta inconsistenza di tali illazioni, DirigentiScuola manifesta al contrario la preoccupazione che, a fronte della crescente consapevolezza di un’opinione pubblica sempre meno disposta ad abboccare acriticamente alla narrazione che fa della scuola il bersaglio di una insensata “macchina del fango”, si voglia mettere a tacere, con più o meno velate minacce, l’espressione del libero pensiero e del più autentico sentire da parte dei ragazzi e delle famiglie (che notoriamente non sono mai “morbide” nei confronti della scuola…), sabotando il buon esito della manifestazione.

 

Ciò, detto senza mezzi termini, sarebbe un grave attentato alla libertà di espressione che caratterizza un’istituzione, e ancor prima uno Stato, democratici. Ed è pertanto inaccettabile.

 

Commenta il Presidente Nazionale DirigentiScuola Attilio Fratta: “E’ inaccettabile che si cerchi di mettere il bavaglio a dei ragazzi e alle loro famiglie che desiderano solo difendere l’immagine della loro scuola, della dirigente e degli insegnanti da accuse inconsistenti. In attesa che la verità sul tragico evento emerga, chiediamo dunque al Ministro di tutelare la dignità e l’immagine dell’istituzione scolastica e la libertà di espressione degli alunni in quanto “cuore” della medesima. L’auspicio è non solo che la manifestazione abbia luogo, ma che il suo buon esito non venga sabotato dal clima minatorio e lesivo della libertà che si sta cercando di creare. Ribadiamo all’USR Lazio la nostra richiesta di annullamento della sanzione disciplinare, e al Ministro di disporre un accertamento ispettivo presso l’Ufficio Scolastico. E’ un suo preciso dovere ”.

 

 

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