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DIRIGENTISCUOLA SUL CASO MENDICO: INIQUA E ILLEGITTIMA LA SANZIONE ALLA DIRIGENTE SCOLASTICA: STOP AL TIRO AL BERSAGLIO CONTRO LA DIRIGENZA.

DIRIGENTISCUOLA SUL CASO MENDICO: INIQUA E ILLEGITTIMA LA SANZIONE ALLA DIRIGENTE SCOLASTICA: STOP AL TIRO AL BERSAGLIO CONTRO LA DIRIGENZA.

Il presidente nazionale Fratta: “Contestazione inviata prima dell’ispezione, responsabilità indimostrate ed evanescenti a carico di una DS a capo di un istituto complesso con incombenze enormi. Da La Spezia a Latina, il dito è sempre puntato contro la scuola e il dirigente. Siamo pronti ad agire.”

 

Roma, 23 gennaio 2026 – Per il sindacato dei dirigenti scolastici DirigentiScuola la sanzione di tre giorni di sospensione irrogata alla DS Gina Antonetti dell’IIS Pacinotti di Fondi, scuola frequentata dal quattordicenne Paolo Mendico, toltosi la vita nella propria abitazione l’11 settembre 2025, non è né giusta, né legittima. E’ la conseguenza della ricerca di un capro espiatorio ad ogni costo per dimostrare che l’USR non è stato a guardare. Che si distrugga una persona non rileva!  Ne è prova provata la diversità di trattamento: la contestazione di addebito alla dirigente, con una sanzione già scritta, è stata avviata dopo poche ore dal tragico epilogo e sulla semplice scorta di notizie di giornale; quella ai docenti, parimenti infondata, dopo la consegna della relazione ispettiva. La stessa relazione che è stata negata sia alla dirigente ma che è stata consegnata – da una talpa? –  alla stampa per continuare il massacro mediatico e il conseguente sciacallaggio.

Contestazione:

  • Illegittima perché fondata su una contestazione formulata prima dell’avvio dell’accertamento ispettivo che ne sarebbe dovuto essere alla base, dunque nulla ab origine.
  • Iniqua perché basata su contestazioni vaghe ed evanescenti e responsabilità indimostrate a carico della dirigente scolastica, a capo di un istituto complesso e gravata da incombenze umanamente ingestibili.

 

Ma la cosa aberrante è che situazioni del genere aprono il campo alla percezione di una responsabilità della scuola continua ed estesa non solo a quanto accade nelle aule e nei corridoi, ma addirittura fuori da scuola, nella sfera privata e ad anno scolastico nemmeno iniziato.

Del tutto ignorata la motivata richiesta di revoca  del procedimento disciplinare inviata il 7 gennaio alla Dirigente dell’UPD e al Capo di Gabinetto, che ha fatto seguito al comunicato del 3 gennaio.

 

Il presidente nazionale DirigentiScuola Attilio Fratta parla di sentenza già scritta: “Ci sono vizi procedurali molto gravi: primo, non si invia una contestazione sulla base di articoli di giornali; poi, se di mezzo c’è un’indagine della magistratura, è opportuno sospendere il procedimento in attesa dell’esito dell’azione penale. E’ l’ABC del rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare. L’impressione è che la sentenza fosse stata già scritta in partenza, dando la dirigente in pasto a un’opinione pubblica in cerca di un facile bersaglio. Una consuetudine ormai ricorrente. Da La Spezia a Latina, la storia è sempre la stessa: dito puntato su scuola e dirigente, una narrazione distorta e superficiale che non possiamo accettare. La categoria è esausta, ma anche pronta a reagire”.

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