Da un video di un sedicente opinionista del web nasce una valanga mediatica dai soliti connotati ideologici, con tanto di minaccia di interrogazione parlamentare. Il Presidente Nazionale DIRIGENTISCUOLA Attilio Fratta: “Da non crederci: ormai la scuola è ostaggio del primo blogger di turno. Il Ministro Valditara sostenga l’operato della dirigente, perfettamente legittimo nel merito e nelle procedure”. L’Associazione esprime la propria vicinanza alla DS, che tutelerà in tutte le sedi.
Nemmeno in queste ore tanto drammatiche per la scuola italiana la macchina del fango contro i dirigenti scolastici ha la compiacenza di fermarsi, se non altro per umano rispetto.
E così assistiamo all’indegno e ingiustificato attacco diretto alla DS del Liceo “Marco Polo” di Venezia Maria Rosaria Cesari, socia DIRIGENTISCUOLA. Alla base c’è l’organizzazione, nell’ambito dei percorsi di Educazione civica, di un ciclo di approfondimenti sulle condizioni del popolo palestinese. Iniziative tutte regolarmente deliberate dal collegio dei docenti e dunque rientranti a pieno titolo nel Piano dell’offerta formativa. Altrimenti che senso avrebbero gli organi collegiali? “Il collegio dei docenti – ha spiegato Cesari – ha scelto di approfondire ciò che sta accadendo a Gaza”, ricordando peraltro che simili iniziative sono state attuate dal Liceo Polo anche per la Giornata della Memoria e per la posa di pietre d’inciampo per le vittime dell’Olocausto.
Questo basterebbe già a metterci un punto. Tema finito.
E invece no. Il blogger si è svegliato, e cerca lo scandalo a tutti i costi: è bastato un video (artatamente scandalistico) di un sedicente “opinionista del web” ed ecco scattare addirittura la minaccia di un’interrogazione parlamentare, con il solito copione che vede il dirigente scolastico primo e unico imputato. Premettiamo subito che DIRIGENTISCUOLA esprime piena solidarietà alla dirigente Cesari, che sosterrà in tutte le sedi opportune anche valutando eventuali responsabilità personali dei soggetti a vario titolo coinvolti in quella che è l’ennesima costruzione artificiosa di uno scandalo inesistente.
Ma ciò che fa davvero rabbrividire è come è nato il tutto. La vicenda è infatti scaturita, udite udite… da un video di Roberto Giusti, uno dei tanti ragazzoni che, non avendo di meglio da fare, si buttano sul web sparando la loro su tutto (sempre meglio che lavorare, diceva qualcuno). Che evidentemente ha scelto la scuola – con cui deve avere qualche conto in sospeso – per titillarsi l’autostima con qualche like in più. Peccato che dell’argomento non sembri fin dall’inizio capirci più di tanto, almeno a giudicare dal video, roboantemente spacciato come “Esclusiva clamorosa”, che parte subito con un sonoro strafalcione, confondendo il Collegio dei Docenti con il Consiglio di Istituto. Come voler fare il giornalista sportivo prendendo il portiere per il centravanti. Spulci su Instagram e ti accorgi che ha accalappiato la bellezza di 159mila followers: numeri da ben altre e più piccanti piattaforme, va ammesso. Ma qui siamo a scuola, non tra token e cuoricini. E se da un lato abbiamo un Ministro che vieta categoricamente (e comprensibilmente) l’utilizzo dei cellulari a scuola in ossequio al recupero di relazioni reali, dall’altra abbiamo chi pretende di farci le lezioncine dal suo palcoscenico di seguaci virtuali. Ma dove siamo arrivati?
Oppure dobbiamo veramente arrenderci al fatto che la scuola italiana sia arrivata a una tale emorragia di autorevolezza da dover rendere conto al pifferaio di turno? Che sia caduta tanto in basso da essere ostaggio del primo blogger che si sveglia la mattina e, non sapendo che fare e dovendosi guadagnare il pane (e, temiamo, molto di più), sproloquia di cose che non sa con l’inevitabile pienone di faccine arrabbiate, espressioni di disgusto e commenti improntati all’odio sociale? Perché queste falsità non fanno che alimentare un’aggressività sterile e del tutto gratuita contro rappresentanti dello Stato. E’ bene saperlo, a meno che non rientri tra le finalità di certe… satire.
Ma c’è ancora di più: perfino un senatore della Repubblica si lascia abbindolare e promette (minaccia) addirittura un’interrogazione parlamentare al ministro Valditara chiedendo “provvedimenti”. A questo punto, già che ci siamo, vale la pena di spendere due parole anche sull’onorevole Raffaele Speranzon, già rintuzzato a suo tempo dal sottosegretario Frassinetti (si noti, sua compagna di partito) per aver messo il becco, sempre dalle parti del “Marco Polo”, sulla – legittimissima – scelta di implementare le “carriere alias”, con tanto di diffida alla scuola che pure, anche in quel caso, aveva tutte le carte in regola con tanto di “bollinatura” degli organi collegiali.
Risultato: la scomposta iniziativa, evidentemente nelle intenzioni degli autori una captatio benevolentiae rivolta all’establishment di partito, era stata invece prontamente sconfessata da Roma. Era l’aprile del 2023: “La politica resti fuori dalla scuola” aveva chiosato Frassinetti all’epoca, e come darle torto? Una figuraccia che evidentemente lo scaricato onorevole non vedeva l’ora di “lavare”, e quale migliore occasione che cavalcare le manie di protagonismo di un blogger. La vendetta, si sa, è un piatto che si serve freddo… O tempora, o mores!
E arriviamo a ciò che ci riguarda.
DIRIGENTISCUOLA rimanda al mittente le inconsistenti argomentazioni con cui, ancora una volta, si cerca di gettare fango sulla categoria ed esprime la propria indignazione per il metodo con cui, da una parte e dell’altra, vengono quotidianamente messi alla berlina e sacrificati sull’altare di uno sterile scontro ideologico dirigenti scolastici seri, competenti e pronti a spendersi in prima persona, giorno dopo giorno, per il bene della scuola italiana: qui non è un fatto politico, ma di tutela della categoria.
La stessa che abbiamo difeso più volte, e continueremo a farlo, anche nei confronti di chi – altrettanto infondatamente – vaneggia all’estremo opposto, ad ogni piè sospinto, contro la presunta (e inesistente) militarizzazione della scuola. La stessa categoria, quella dei dirigenti scolastici, che abbiamo più volte invitato ad incrociare le braccia e a non proporre più nessuna iniziativa, visto il clima di tensione e di strumentalizzazione che fa delle nostre scuole un terreno di scontro ideologico. Lo abbiamo detto e ripetuto, in ultimo il 20 dicembre scorso: la scuola non sia teatro di scontro politico! Destra, sinistra, centro, ora ci siamo davvero stancati: un sindacato serio e indipendente deve dire basta, e tutelare l’azione dei dirigenti scolastici. Non si può lavorare col timore di finire in prima pagina, o addirittura in Parlamento, per un blogger che si alza dal letto con il piede sbagliato. DIRIGENTISCUOLA lo ripete ancora una volta.
“La realtà continua a superare la fantasia – commenta il Presidente Nazionale DIRIGENTISCUOLA Attilio Fratta –. A che punto siamo arrivati? Che la scuola ormai debba rispondere al primo blogger di turno è non solo inaccettabile, ma addirittura da non credere! Confido che il Direttore Generale Marco Bussetti, competente a disporre eventuali ispezioni, e non il Ministro Valditara, come afferma chi è male informato, non cada nel tranello della strumentalizzazione, e che in caso di interrogazione in Parlamento il ministro Valditara, che ha sempre dimostrato in questi frangenti grande equilibrio e ponderazione, sostenga l’operato della dirigente del “Marco Polo”, che altro non ha fatto che dare seguito ad un ciclo di iniziative rientranti in un preciso progetto e deliberate dagli organi collegiali competenti. Questo dovrebbe già di per sé porre fine ad ogni discussione e polemica. Non è neppure il caso di aggiungere che DIRIGENTISCUOLA è e sarà al fianco della dirigente scolastica per ogni iniziativa di tutela della sua immagine, professionalità e serenità lavorativa e personale.”