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ESAME DI MATURITA’ 2025/2026: CONFRONTO AL MIM SUL NUOVO DECRETO DELLE AREE DISCIPLINARI

ESAME DI MATURITA’ 2025/2026: CONFRONTO AL MIM SUL NUOVO DECRETO DELLE AREE DISCIPLINARI

Si è svolto oggi, presso il MIM, il confronto con le Organizzazioni Sindacali sul nuovo Schema di Decreto Ministeriale per l’individuazione delle aree disciplinari finalizzate alla correzione delle prove scritte dell’Esame di maturita’  2025/2026, decreto che sostituisce integralmente il D.M. n. 319 del 29 maggio 2015.

Per DIRIGENTISCUOLA erano presenti Donatella Bigotti, Rosa Cassese e Francesco Talarico.

La differenza più immediata riguarda il quadro legislativo di riferimento: il provvedimento recepisce le riforme più recenti, in particolare il D.Lgs. 62/2017, come modificato dal D.L. n. 127/2025 (convertito con L. n. 164/2025) e il medesimo  Decreto-Legge n. 127/2025, che introduce misure urgenti per la riforma dell’Esame di maturità a partire dall’anno scolastico 2025/2026.

Rimane invariata la logica di fondo, ossia la suddivisione delle discipline dell’ultimo anno in due aree per ciascun indirizzo di studio, finalizzata a consentire la correzione delle prove scritte tramite sottocommissioni composte da almeno due docenti. Tuttavia, il nuovo schema risulta più articolato e strutturato rispetto al passato.

In particolare:

  • Allegato 1: contiene le aree disciplinari relative ai percorsi ordinari, aggiornate alla luce dei nuovi indirizzi di studio progressivamente attivati negli anni;
  • Allegato 2: disciplina, in via transitoria, i percorsi di secondo livello per adulti dell’istruzione professionale, in attesa del loro definitivo adeguamento al D.Lgs. 61/2017.

 

Il decreto riflette inoltre le recenti modifiche all’offerta formativa, assenti o non dettagliate nel 2015. Tra le principali novità si segnalano:

  • il Liceo del Made in Italy, introdotto ufficialmente con aree disciplinari dedicate (linguistico-storico-filosofica e scientifico-economico-giuridica);
  • l’istruzione professionale, profondamente rivista a seguito del D.Lgs. 61/2017, con nuovi profili di uscita e nuovi indirizzi;
  • i percorsi sperimentali, limitati al solo percorso CAIM/CAIE degli Istituti Tecnici – Trasporti e Logistica, richiesto dall’Unione Europea e disciplinato da una normazione interdirettoriale tra MIM e MIT.

 

Un elemento che viene confermato anche nel nuovo decreto riguarda la gestione delle cosiddette discipline “flessibili”, in particolare Scienze motorie e sportive (e, in alcuni casi, Storia dell’arte nei licei artistici). È prevista la consueta  clausola di flessibilità che consente alle commissioni di assegnare tali discipline all’una o all’altra area, in base alle finalità e alla coerenza didattica. Il nuovo schema estende questa possibilità a quasi tutti gli indirizzi tecnici e professionali, garantendo una maggiore autonomia operativa alle commissioni.

 

Il D.Lgs. 62/2017, come modificato, prevede che presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie sedi d’esame siano costituite commissioni, una ogni due classi, presiedute da un presidente esterno e composte da due commissari esterni e, per ciascuna classe, da due commissari interni, individuati nell’ambito delle aree disciplinari definite da apposito decreto ministeriale. È in ogni caso garantita la presenza dei commissari delle discipline oggetto della prima e della seconda prova scritta.

A tale quadro normativo si aggiunge la previsione secondo cui le quattro discipline oggetto del colloquio orale sono individuate direttamente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Da questo assetto emerge con chiarezza come la riduzione del numero dei commissari interni da sei a quattro incida in modo significativo sulla possibilità di assicurare una correzione effettivamente articolata per aree disciplinari, salvo che vi sia un rigoroso e puntuale allineamento tra i commissari nominati e le aree previste dal decreto.

In mancanza di tale allineamento, i margini operativi delle sottocommissioni risultano fortemente ridotti e la correzione in seduta plenaria rischia di divenire la modalità prevalente, con un conseguente e inevitabile allungamento dei tempi di svolgimento dell’esame.

È inoltre prevedibile che, in molte realtà scolastiche, tale allineamento risulti di difficile attuazione oppure comporti, laddove realizzabile con facilità, un ulteriore rischio sul piano didattico: la progressiva marginalizzazione di alcune discipline di studio.


Resta pertanto necessario attendere la verifica dell’impatto concreto del decreto sul prossimo Esame, al fine di poter esprimere valutazioni più compiute non solo sul provvedimento oggetto dell’odierno  confronto, ma sull’intero impianto generale  del nuovo Esame di maturità.

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