La categoria continua ad attendere risposte concrete sul fronte del riconoscimento economico del lavoro svolto e in relazione alle numerose richieste di chiarimento, forniamo gli ultimi aggiornamenti .
Sul fronte del CIN 2024-2025 i ritardi si susseguono senza che, al momento, si intraveda una soluzione a breve. L’ipotesi di Contratto Integrativo Nazionale è stata sottoscritta nel settembre 2025. Da allora sono trascorsi undici mesi, durante i quali il testo è rimasto bloccato nei diversi organi di controllo. Attualmente il provvedimento è al vaglio dell ‘IGOP – Ispettorato Generale per gli Ordinamenti del Personale e l’Analisi dei Costi del Lavoro Pubblico del MEF- dove è ancora all’esame dopo i numerosi rilievi formulati dai precedenti uffici contabili.
Il CIN 2024-2025 non sembra essere nato sotto una buona stella. Alla luce delle difficoltà emerse nel suo iter, riteniamo che le perplessità che avevamo espresso fin dall’inizio, e che ci avevano portato a non sottoscrivere l’ipotesi di accordo, trovino oggi una conferma nei fatti. Quel testo ci era apparso fin da subito poco convincente nella sua impostazione.
A pagare il prezzo di questa situazione, ancora una volta, è la categoria. Esprimiamo il nostro rammarico per i continui ritardi che stanno determinando una penalizzazione economica significativa: risorse già limitate che, oltre a essere insufficienti, vengono erogate con anni di ritardo.
È bene ricordare che, fino alla sottoscrizione definitiva del CIN 2024-2025, non potranno essere corrisposti: gli arretrati della parte variabile della retribuzione, con decorrenza dal 1° settembre 2024; l’adeguamento della retribuzione di parte variabile negli emolumenti mensili; il pagamento delle reggenze.
Sono queste, infatti, le principali materie disciplinate dal Contratto Integrativo Nazionale.
Segnali positivi sul CCNL
Sul versante del CCNL, invece, sembrano arrivare notizie più incoraggianti. Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri, il contratto è giunto all’ultima fase dell’iter: è proprio oggi, 3 agosto 2026, all’esame della Corte dei Conti chiamata ad apporre il visto definitivo. Su questo fronte siamo fiduciosi: se tutto va bene si firma nelle prossime settimane!
La sottoscrizione definitiva del CCNL consentirà finalmente la corresponsione degli aumenti relativi alla retribuzione tabellare e alla parte fissa della retribuzione, che, secondo la prassi, saranno liquidati entro il mese successivo alla firma definitiva del contratto.
Il quadro, tuttavia, non è ancora completo.
Rimane infatti da definire la retribuzione di risultato collegata alla valutazione 2024-2025, il cui iter risulta ancora fermo per questioni pendenti presso il competente Organismo di garanzia.
Le informazioni riportate derivano dalle interlocuzioni informali avute in questi giorni con gli uffici di riferimento e rappresentano, allo stato attuale, il quadro più aggiornato disponibile.
Continueremo a seguire con attenzione l’evoluzione delle procedure, informando tempestivamente la categoria su ogni sviluppo.
In allegato riproponiamo il prospetto riepilogativo dei compensi e degli arretrati già percepiti e di quelli ancora da percepire.