Al Comitato paritetico presso la sede ARAN di ieri, 22/10/2018,  i rappresentanti delle sigle generaliste, intervenendo sul tema della rappresentatività per il triennio 2019/2021, che, val la pena ricordarlo, non è stata ancora pubblicata – elemento inusuale, dal momento che, in genere, la rappresentatività sindacale per il triennio successivo viene pubblicata già tra agosto e settembre dell’anno precedente…-,  hanno chiesto il ri-conteggio dei risultati delle elezioni delle RSU dello scorso aprile.

Tanto, perché, a loro dire, si sarebbero verificate delle irregolarità nello spoglio, tali da aver falsato i risultati delle stesse; la qual cosa avrebbe inciso sulla rilevazione della rappresentatività per il triennio 2019/2021, i cui risultati, seppur non ancora pubblicati, vedono le sigle generaliste, per la prima volta nella storia, al di sotto della maggioranza assoluta nella rappresentatività dell’Area  Istruzione e ricerca.

Ed è proprio la “storicità” dell’evento negativo della perdita della maggioranza che preoccupa non poco le sigle suddette. Finora, infatti, i Dirigenti scolastici, in maggioranza, avevano continuato a dare fiducia alle sigle generaliste rappresentative di Area. Oggi esse, invece, perdendo la maggioranza, non potranno più decidere da sole le sorti della categoria.

Non volendo accettare la realtà hanno tentato in tutti i modi e con pretesti infondati, di ritardare la pubblicazione della nuova rappresentatività valevole per il triennio 2019-2021.

L’ultima trovata è la richiesta di rivedere e ricontrollare i risultati delle elezioni delle RSU. Il che comporterebbe un ritardo di mesi della pubblicazione dei dati della rappresentatività. Dopo ore di discussioni e bracci di ferro, non essendo passata la richiesta, si è deciso di aggiornare la seduta al 25 p.v.

Cosa succederà il 25? Se non si raggiungerà un accordo e se il Comitato Paritetico non certificherà i dati della rappresentatività, OVVIAMENTE DI TUTTE LE AREE E COMPARTI, la palla passerà al CNEL e ci vorranno mesi.

Alle Confederazioni rappresentanti della Dirigenza (COSMED, CODIRP, CIDA E CONFEDIR) rimarrà una sola possibilità: chiedere all’ARAN di pubblicare separatamente i dati delle AREE e del COMPARTO atteso che la richiesta delle verifiche dei dati delle elezioni delle RSU riguarda solo il COMPARTO. I dati, però, anche delle sole AREE dovranno essere certificati dal Comitato Paritetico. Considerato che le deliberazioni del Comitato passano solo con l’80% dei voti, facile prevedere che le Confederazioni anche del COMPARTO, voteranno contro …e dovranno uscire, quindi, allo scoperto: il ricalcolo dei dati delle elezioni delle RSU è solo un pretesto per non far pubblicare la rappresentatività delle AREE.

Sarebbe molto più “elegante” prendere atto del cambiamento e della nuova coscienza della categoria che, finalmente, sta aprendo gli occhi e sta iniziando a interessarsi dei propri problemi con l’intendo di recuperare, in primis, la propria dignità non volendo più essere considerata figlia di un Dio minore.

“Reazione scomposta e strumentale – commenta il Presidente della DIRIGENTISCUOLA Fratta – messa in atto dopo che è stato scoperto il gioco delle tre carte con il quale si è tentato di far credere che cedere 8/12 anticipando 4/12, sarebbe stato un grande affare per la categoria. Quindi bisognava chiudere in fretta il CCNL anche per non mettere a rischio lo scippo dei 96 milioni stanziati per il 2020 dalla legge di stabilità dello scorso anno, lasciando invariata la parte normativa. Il rinvio della contrattaziosione al 30 prossimo venturo e la presa d’atto che il CCNL non si potrà firmare in tempi brevi, ha messo in allarme le vecchie sigle che hanno tentato, e in parte ci sono riuscite, di far slittare sine die la pubblicazione della nuova rappresentatività in modo da far valere, per prorogatio, quella vigente nella quale hanno la maggioranza al tavolo. DEVONO rassegnarsi! La categoria, per anni distratta, grazie alla DIRIGENTISCUOLA e alle centinaia di colleghi che le hanno dato fiducia,  ha aperto gli occhi; ha individuato i responsabili che l’hanno ridotta al rango di pezzente togliendole anche la DIGNITA’. Altro che 6-7 punti di percentuale di rappresentatività in meno! Queste strategie e marchingegni non erano note alla categoria. Ora lo sono grazie alla nostra capillare informazione e spiegazione dei meccanismi. Sono pronto a scommettere che anche l’incontro del 30 p.v. sarà rinviato e forse il CCNL non lo porterà neanche Babbo Natale. E la categoria sta ancora alla finestra a guardare? “